Nel vivo della città in festa, le corse dei cavalli.

 

 

 

Ciò che contraddistingue in modo netto la storia delle corse a Livorno - studiate attraverso le vicende delle società che le hanno gestite e attraverso l'evoluzione dei due ippodromi (il Campo d'Osservazione prima e l'ippodromo di Ardenza poi) - è il loro armonioso filtrarsi e radicarsi nella vita e negli eventi della città stessa.

Per comprendere a fondo l'origine di un legame così profondo non basta però appellarci alla collocazione ÇgeograficaÈ decisamente appropriata che entrambi gli ippodromi ricevettero, ma piuttosto è necessario guardare all'esperienza delle corse come ad un fatto mondano e spettacolare di grande richiamo che, sin dalla prima fase di sviluppo, accolse un pubblico eterogeneo e di notevoli proporzioni.

Stretto è infatti il legame che intercorre tra il fiorire della moda della villeggiatura a Livorno (... le famose Estati Livornesi) e l'evoluzione delle corse dei cavalli. Quella che molto semplicemente potremmo definire una "politica per il turismo" suscitò da un lato la crescita di nuove attività collaterali di sostegno alla sopraggiunta moda dei bagni di mare, e dall'altra portò ad un razionale ÇinterscambioÈ con quelle iniziative - quali appunto le corse dei cavalli - che pure avevano una loro autonoma ragion d'essere.

I manifesti pubblicitari delle Estati Livornesi ne danno un esempio piuttosto evidente, e riassumono con brevi tratti il cerchio stretto in cui interagivano selezionati appuntamenti, al fine di esaltare e promuovere la villeggiatura sulla costa livornese.