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Il 15 agosto 1894 si inaugurava
a Livorno il nuovo Ippodromo di Ardenza.
A partire dal 1868 e fino a
quel momento la Società
Livornese Corse Cavalli aveva
organizzato le riunioni di corse presso la Piazza
d'Arme conosciuta come Campo
di Osservazione. Al Campo di
Osservazione si era corso in un arco di tempo
che andava, appunto, dal 1868 al 1893, con alcuni
intervalli di sospensione forzata, dovuti alle
cattive condizioni della pista. Infatti il Jockey,
fin dai primi anni della sua attività
(cominciata nel 1881), aveva espresso forti
critiche sull'anello livornese: il terreno era
duro, arido e poteva risultare pericoloso.
Sul finire del secolo il galoppo
non era più pionieristico, quindi le
società dovevano necessariamente dotarsi
di un corredo di strutture rispondenti a precisi
criteri tecnici: tra queste, ovviamente, la
pista stava al primo posto nell'elenco delle
priorità. L'indicazione dell'area di
proprietà della famiglia Cave
Bondi come destinazione per la nuova
pista fu in un certo senso una scelta obbligata
ma felice. Il nuovo Ippodromo veniva così
a congiungersi con le altre strutture ricettive
presenti da decenni sulla costa labronica, e
si situava alla fine della passeggiata a mare,
poco oltre la Barriera Margherita: un luogo
incantevole, immerso in un grande parco, dalla
cui tribuna si poteva - e si può - ammirare
il mare.
Sul finire del secolo e fino
ai primi anni venti la comunità dei villeggianti,
che accorreva sulla costa livornese attratta
anche dalla presenza dei famosi
bagni salmastri,
si mescolava agli appassionati delle corse,
affollando le tribune e il prato del nuovo Ippodromo
nonostante il caldo dei pomeriggi d'agosto.
L'appuntamento alle corse era
un avvenimento mondano, luogo di emozioni
e di spettacolo per un pubblico vario e colorato.
A partire dal mese di aprile la Gazzetta Livornese
aveva riservato uno spazio nella cronaca cittadina
per informare i lettori sugli stati di avanzamento
dei lavori per il nuovo Ippodromo sui terreni
dei Cave Bondi: si dava, inoltre, grande
risalto alle visite di personaggi illustri
dell'ippica nazionale che scendevano a Livorno
per prendere visione della nuova pista e della
sua conformazione.
Intanto la Società Livornese
andava organizzando il programma della prima
riunione, articolata in due sole giornate di
corse: mercoledì 15 e domenica 19 agosto.
In città c'era una grande attenzione
per l'evento, come sempre accade in occasione
di importanti manifestazioni destinate a richiamare
moltissimo pubblico.
Nei giorni precedenti
la tanto attesa apertura dell'impianto anche
i commercianti del centro cittadino si erano
affiancati alla Società Livornese per
pubblicizzare l'avvenimeto con i mezzi a loro
disposizione: le vetrine dei negozi erano state
deliziosamente decorate con oggetti di richiamo
ippico come ferri di cavallo, giubbe di fantini,
splendide selle di cuoio, stampe di corse all'inglese
e tutto quanto potesse concorrere a rinnovare
il ricordo dellŐimminente appuntamento.
Quel 15 agosto del 1894 c'erano
ventimila persone in occasione dellŐinaugurazione
del nuovissimo Ippodromo di Ardenza, che solo
nel 1937
prenderà il nome di Ippodromo
Federico
Caprilli.
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